Bari Calibro Noir
Algheroth
Ritratto di Algheroth

Nano

Algheroth

Capoclan di Casa di Ferro

Carta d’identità

Nome
Algheroth, figlio di Kaukenas l’Incrollabile
Titolo
Capoclan di Casa di Ferro
Razza
Nano
Età
280 anni (“tre quarti di vita consumati”)
Dimora
Durdam Dum, ventesimo livello
Famiglia
moglie Nala, figlio Thorin
Aspetto
barba castana intrecciata con olio di quercia, mani piene di cicatrici da forgia e da battaglia, spalla destra che protesta sotto il peso dell’ascia
Arma
la bipenne di suo padre, manico di quercia scura, troppo pesante per un nano normale
Cavalcatura
Grunt, cinghiale scontroso che obbedisce solo a lui
Dio
Korak, signore del ferro e della forgia
Motto
“La barba non ci definisce, le nostre azioni sì.”

La storia

Algheroth non vuole essere un eroe: vuole una birra tiepida, la moglie accanto e il martellare delle forge che gli dice che la sua città è viva. Da ottant’anni vive all’ombra di un padre leggendario, caduto sotto le mura di Pietramorta mentre Silvamaris voltava le spalle ai nani. Per questo, quando un messaggio dagli elfi arriva in piena notte e le forge di Durdam Dum tacciono per la prima volta in tremila anni, il suo primo istinto è chiudere le porte per sempre.

È un capo che dubita, e proprio per questo ascolta. Sa essere burbero e ironico, ma è capace di una lealtà che non conosce clan né razza: custodisce da due secoli il segreto di un’amicizia con un elfo, nata in una cella orchesca. Quando il mondo comincia a spegnersi, sarà quella fiducia a farlo partire.

Per chi ha lettoContiene anticipazioni sulla trama

Algheroth attraversa il fratricidio di Campo Kolvar e la scelta più terribile che un capo possa fare. Non vince nulla: porta il peso. Alla fine non sceglie di dimenticare, ma di ricordare, e scrive i nomi dei morti uno dopo l’altro fino alla fine dei suoi giorni.